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La Galleria degli Uffizi – Biglietti e Orari 2025

Visitare gli Uffizi sarà un’esperienza incredibile che non dimenticherete.
Anche se non siete particolarmente appassionati d’arte, rimarrete colpiti dalla bellezza e dalla straordinaria quantità di opere che custodiscono. 
Naturalmente non potrete vedere tutto in una volta!
Però, almeno una tappa vale la pena inserirla nel vostro itinerario, specie se decidete di visitare Firenze in 3 giorni.
Date le lunghe code di visitatori, vi consigliamo di acquistare i biglietti on line. Salterete la fila e non comincerete la visita già stanchi! 

Gli Uffizi, situati a sud di Palazzo Vecchio, sono considerati il più antico museo d’Europa.
A partire dal 1581, infatti, Francesco I volle che le collezioni granducali esposte nella Galleria fossero visibili a tutti quelli che lo chiedevano, dando il via così al moderno concetto di godimento pubblico delle opere, cioè al museo.
Il progetto dell’edificio fu realizzatoGiorgio Vasari nella seconda metà del XVI secolo. Realizzò anche il Corridoio Vasariano, il passaggio privato che collega Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti attraverso gli Uffizi e il Ponte Vecchio.
Il corridoio veniva usato dai de Medici per spostarsi dalle stanze di casa agli uffici di Palazzo Vecchio senza uscire di casa.

GLI ORARI

Martedì – domenica: 8.15 -18.30
Chiusi tutti i lunedì, 1° Gennaio, 1° maggio, 25 dicembre 

DOVE SI TROVANI GLI UFFIZI

LE PRINCIPALI OPERE DEGLI UFFIZI

La venere di Botticelli, ospitata negli Uffizi di Firenze

 All’interno del museo si trova una delle più grandi raccolte della pittura italiana al mondo.
Si tratta della collezione privata dei de’ Medici, lasciata in eredità a Firenze nel 1737 dall’ultima erede della famiglia, Anna Maria Ludovica, a condizione che non lasciasse mai la città.
In seguito, l’enorme quantità di opere fu smistata altrove e la Galleria, da metà Ottocento, divenne soprattutto una collezione di quadri.
La raccolta ospita un’infinità di capolavori da vedere, tra i quali ne ricordiamo alcuni davvero imperdibili:

1. Il Tondo Doni di Michelangelo

Tra le opere d’arte da vedere a Firenze c’è sicuramente il Tondo Doni di Michelangelo Buonarroti.
L’opera, databile intorno al 1504, è uno dei capolavori indiscussi del maestro fiorentino.
Uno dei primi esempi di manierismo, il tondo fu commissionato da una ricca famiglia di banchieri. Rappresenta la Sacra Famiglia, realizzata in tempera grassa su tavola. In questo lavoro, una delle rare opere pittoriche di Michelangelo (oltre ai dipinti della Cappella Sistina), la sua arte scultorea è stata trasposta su pittura. La bellissima cornice, in legno a motivo intrecciato, rende ancora più prezioso il dipinto.

2. L’Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci

L’adorazione dei magi fu uno dei temi di tutto il repertorio artistico dell’arte fiorentina del 1400.
Anche Leonardo da Vinci si mise alla prova nella rappresentazione della famosa scena della Bibbia, con un dipinto ad olio su tavola. Cambiò però lo schema narrativo e mostrò una scena assolutamente diversa da quelle tradizionali. L’artista, infatti, concentra la scena sul Bambino e sulla sua natura divina. Il simbolismo degli elementi che incorniciano la scena (come gli ulivi e le palme) sono un chiaro rimando alla futura storia di Gesù e danno al dipinto una carica interpretativa originale. 

3. L’Annunciazione di Leonardo da Vinci

Come ne L’Adorazione dei Magi, Leonardo da Vinci rivisita anche la scena religiosa dell’annunciazione con un dipinto ad olio e tempera su tela databile attorno al 1475.
Il dipinto raffigura il famoso momento dell’annuncio dell’angelo a Maria. Stavolta però é ambientato in un ambiente esterno, probabilmente proprio fuori casa della Vergine.
I personaggi della scena sono raffigurati con plasticità e rigore mostrando l’attimo subito successivo all’arrivo dell’angelo e l’accettazione da parte di Maria del proprio destino.
L’uso del colore e delle luci, usate soprattutto nel paesaggio sullo sfondo della scena, riescono a conferire grande profondità e prospettiva.

4. La Battaglia di San Romano di Paolo Uccello

La Battaglia di San Romano è in realtà un dipinto diviso in tre scene raffiguranti le storiche battaglie della storia del popolo fiorentino.
Il quadro complessivo non esiste ma si tratta di tre diverse sezioni dello stesso quadro divise tra il museo degli Uffizi, il Louvre di Parigi e la National Gallery di Londra.
Visitare Firenze senza ammirare la parte centrale esposta alla Galleria sarebbe un errore! Il dipinto, databile al 1438, raffigura la scena del Disarcionamento di Bernardino della Ciarda è infatti un vero e proprio capolavoro di prospettiva e tecnica pittorica.

 

5. La primavera di Botticelli

Sicuramente una delle opere più emblematiche dell’intero Rinascimento italiano, é databile attorno al 1482.
Rappresenta una scena mitologica con numerosi personaggi abilmente inseriti in un contesto naturalistico ampiamente dettagliato e curato. Negli anni ci sono state diverse interpretazioni sul reale messaggio del dipinto ma, ancora oggi, è tanta l’aurea di mistero che aleggia sull’opera e sui reali motivi che spinsero Botticelli a scegliere proprio quei personaggi rispetto ad altri.
L’abile uso del colore e la chiave umanistica che prevale su tutte come possibile interpretazione del dipinto lo hanno reso uno dei quadri più famosi dell’artista e del panorama fiorentino.

6. La Nascita di Venere di Botticelli

Insieme alla Primavera, anche la Nascita di Venere rappresenta il culmine dell’operato artistico di Botticelli, nonché simbolo della pittura rinascimentale fiorentina.
Il quadro, sospeso tra allegoria e mitologia, è una chiara estensione della Primavera. Li accomunano sia i personaggi legati all’antica mitologia, che le numerose possibili interpretazioni.
Ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, la scena rappresenta la nascita della dea che, sospesa su una conchiglia in mezzo al mare, viene servita da un’ancella e accarezzata dai venti e da una pioggia di delicate rose.
La tecnica e i materiali utilizzati impreziosiscono ancora di più quella che ad oggi risulta essere la prima vera rappresentazione pittorica su grande tela del panorama fiorentino.

7. I dipinti di Federico da Montefeltro e Battista Sforza di Piero della Francesca

Il celebre Doppio ritratto dei duchi di Urbino, risalente ad un periodo che va dal 1465 al 1472, è un dipinto ad olio su tavola commissionato a Piero della Francesca proprio dai due coniugi.
I personaggi sono ritratti di profilo, con sguardo fiero e solenne cercando probabilmente di elevarli ad un rango superiore, quasi divino.
Lo sfondo in lontananza con colori tenui e delicati e i forti colori dei personaggi, creano un contrasto, studiato per creare una sorta di sospensione e metterne in mostra l’importanza.
Oggi i due dipinti sono esposti separati sebbene, molto probabilmente, un tempo appartenessero entrambi ad un unico quadro.

8. La Madonna Ruccellai di Duccio

Questo dipinto, detto anche la Madonna dei Laudesi, raffigura la Madonna col Bambino in una scena che suggerisce maestosità e imponenza.
Databile al 1285, il dipinto è in tempera e oro su tavola. Mostra una Madonna insolita, raffinata, quasi sorridente, contornata da numerosi angeli che sembrano incorniciare la coppia divina.
Ogni personaggio mostra una grande espressività dai toni docili e accondiscendenti.
Il quadro è chiaramente ispirato alla cultura pittorica bizantina, sia per l’utilizzo e la scelta di materiali e colori sia per la la scelta dei soggetti raffigurati in modo assolutamente insolito per l’arte italiana fiorentina dell’epoca.

Ufiizi: Le principali opere da vedere

Gli uffizi di Firenze. Foto: Lea Gerbaudo

9. La Madonna di Ognissanti di Giotto

Si tratta di una pala d’altare realizzata nel 1310. Rappresenta uno dei primi dipinti a rompere le tradizioni pittoriche incentrate sul pieno rispetto dei canoni bizantini dell’epoca.
Giotto, ricreò il celebre tema della Madonna con Bambino riponendo la coppia divina in uno spazio definito, rappresentato dal trono che ne conferma la maestosità.
Un’altra novità fu la scelta di umanizzare i personaggi con sguardi devoti da parte degli angeli e la Madonna che, tenendo in braccio il Bambino, con sguardo fiero e sicuro, gli tiene la piccola manina, in un gesto d’affetto assolutamente nuovo al genere.

10. Il Battesimo di Cristo di Andrea del Verrocchio

Il dipinto, datato al 1470, fu realizzato dal Verrocchio presso la propria bottega, con la collaborazione di altri artisti praticanti, come ad esempio Leonardo da Vinci. Il quadro mostra la famosa scena del Vangelo in modo innovativo ed originale. La struttura é particolare:  partendo dalle mani divine che concedono il battesimo a Cristo, irradia tutta la scena dall’alto verso il basso, in una composizione strutturata con maestria.
I volti provati dall’evento e la presenza di aureole su tutti i personaggi, sono simbolo di divinità e purezza, e caricano di maggiore importanza religiosa e spirituale tutto il quadro.

11. La Madonna del Cardellino di Raffaello

Il dipinto ad olio, probabilmente databile al 1506, è una delle maggiori opere di Raffaello Sanzio, nonché una delle più innovative raffigurazioni della Vergine Maria.
Raffigurata in un momento intimo di estrema umanità, la Vergine è intenta a seguire Gesù e San Giovannino nei loro primi anni di vita mentre giocano con un cardellino.
La plasticità della scena e la scelta di colori in contrasto dall’alto valore simbolico (il rosso che è la passione di Cristo e il blu rappresentante la Chiesa), uniti alla grandissima espressività dei personaggi rende tutto il dipinto una delle opere più mature e complete dell’artista fiorentino.

Nota: Sono state recentemente aperte le nuove sale dedicate al Caravaggio e ai pittori del Seicento. Le stanze, dallo sfondo cremisi, sono 8 e offrono la possibilità di ammirare opere del Caravaggio (tra le altre, Scudo con testa di Medusa, Bacco con la coppa del vino e il Sacrifico di Isacco), ma anche tele di altri grandi del ‘600 come Artemisia Gentileschi, Velasquez, Van Dyck e Rubens.

Inoltre sono state inaugurate a inizio maggio 2021 una serie di nuovi spazi dedicati al Cinquecento contenenti 129 opere mai esposte se non in modo temporaneo.

LE ALTRE OPERE DEGLI UFFIZI

Accanto all’arte toscana dei secoli XVIII-XVI troverete anche un gran numero di artisti veneti e lombardi (Caravaggio e Tiziano soprattutto) e dell’Europa del Nord (Rembrandt, Rubens, Bruegel, per citarne alcuni)

Al piano terra i tre lati del museo sono caratterizzati da una grande ed elegante loggiato. Qui, in in 28 nicchie sono collocate le sculture di alcuni illustri toscani: Galileo Galilei, Niccolò Machiavelli, Dante Alighieri, Giovanni Boccaccio, Francesco Petrarca , Leonardo da Vinci, Amerigo Vespucci.
Al primo piano nobile della Galleria è inoltre ospitato il Gabinetto Disegni e Stampe, dove sono esposti circa 150.000 disegni e stampe, che spaziano dalla fine del Trecento al XX secolo.
Assolutamente da vedere i disegni di Michelangelo e Leonardo, dei quali ci sono anche i disegni preparatori di opere purtroppo perdute.
La sala espositiva si può visitare con lo stesso biglietto di ingresso alla Galleria degli Uffizi. 

Infine, al secondo piano, percorrendo il corridoio ovest, si trova la Sala della Niobe. Ospita 12 sculture antiche, copie romane di un originale greco di cui non si conoscono la data di realizzazione e il luogo erano collocati. 
Le statue sono poste lungo le pareti, a distanza l’una dall’altra, così da poterle ammirare da sole.

La Sala della Niobe agli Uffizi di Firenze

La Sala della Niobe. Foto di Lea Gerbaudo

Cosa vedere a Firenze – Le 10 attrazioni principali

Stai organizzando il tuo itinerario e ti stai chiedendo cosa vedere a Firenze? Per avere una risposta consulta il mio elenco delle 10 principali attrazioni della città.

Puoi inserirle tutte e dieci, nel caso tu voglia visitare Firenze in 3 giorni o sceglierne solo qualcuna, se hai meno tempo a disposizione. Qualunque attrazione avrai deciso di vedere ho la certezza che non rimarrai assolutamente deluso.

Ecco quindi la mia lista delle principali attrazioni della città:

 
. La Galleria degli Uffizi

Cosa vedere a Firenze: la Galleria degli Uffizi. Biglietti on line salta coda

Già da sola vale la visita a Firenze. Questo splendido museo, il più antico d’Europa, contiene una delle più grandi collezioni di pittura al mondo, talmente bella che quasi intimorisce.
Si tratta della collezione privata dei de’ Medici lasciata in eredità a Firenze nel 1737 dall’ultima erede della famiglia, Anna Maria Ludovica, a condizione che non lasciasse mai la città. Successivamente, l’enorme quantità di opere venne smistata altrove e la Galleria, da metà Ottocento, divenne soprattutto una collezione di quadri.
Qui trovi opere di Botticelli, Paolo Uccello, Michelangelo, Leonardo, Piero della Francesca e molti altri.
Ti consiglio di dedicarci almeno due o tre ore
Per trarre il massimo profitto dalla visita prenota il biglietto on line e seleziona già gli artisti o le epoche che vuoi vedere.

Se sei indeciso su cosa fare a Firenze, vedere questo museo è sicuramente in cima alla lista.

Orari

Da martedì a domenica 8.15-18.50

Chiusa tutti i lunedì, 1° Gennaio, 1° maggio, 25 dicembre

2. Galleria dell’Accademia

Il David, tra le cose da vedere a Firenze

Il museo custodisce quel capolavoro e simbolo dell’arte italiana che è il David di Michelangelo.Qui si svolge un vero e proprio pellegrinaggio di devozione per vedere questa statua la cui precisione dei dettagli (le braccia nerborute, le vene, i muscoli che sembrano fremere sotto la pelle) è davvero di grande effetto.
Raffigura l’eroe biblico David, che sconfisse il gigante Golia abbattendolo con un colpo di fionda e liberando così il popolo di Israele dal giogo dei Filistei.
Michelangelo lo realizzò da un blocco di marmo di Carrara, alto più di 5 metri esclusa la base.
Per evitare la lunga coda all’ingresso vi consiglio di acquistare i biglietti on line.
Oltre al David la collezione raccoglie opere del Botticelli, di Taddeo Gaddi e una bella serie di icone russe.

Orari

Da martedì a domenica, ore 8,15-18,50.La biglietteria chiude alle 18.20. Le operazioni di chiusura iniziano alle 18.40

Chiusa tutti i lunedì, 1 Gennaio, 1 Maggio, 25 Dicembre

3.Cattedrale di Santa Maria del Fiore e Campanile di Giotto

Attrazioni di Firenze: Cattedrale de Campanile di Giotto. Biglietti

Foto di Anna Berardengo

Quando si arriva in vista del Duomo per la prima volta dalle vie affollate intorno alla piazza del duomo ci si ferma di colpo, presi dallo stupore per la sua splendida facciata in marmo rosa, bianco e verde. 
La Cattedrale di Santa Maria del Fiore è infatti una delle più grandi del mondo, la terza più grande d’Europa. 
Iniziata nel 1296 da Arnolfo di Cambio venne terminata ben 150 anni dopo. Proprio perché passò così tanto tempo, le sue diverse parti sono caratterizzate da diversità di stile.
Le sue misure sono impressionanti: é lunga 160 m, larga 43 m, il suo transetto si estende per 90 metri, mentre la cupola interna (dal pavimento alla lanterna) si innalza anch’essa per 90 m.

Con la sua immensa cupola, realizzata dal Brunelleschi, e impreziosita dall’elegante Campanile di Giotto, insieme al Battistero di San Giovanni, rappresenta senz’altro la principale delle attrazioni di Firenze. Assolutamente da non perdere perciò e da inserire nella lista di cosa vedere a Firenze, anche se potete visitare la città solo in un giorno.

Ti consiglio di prenotare il biglietto on line: salterai la coda e avrai più tempo da dedicare alla visita.

5. Basilica di Santa Maria Novella

Santa Maria Novella, una delle più belle chiese di Firenze

È una delle più belle chiese di Firenze. Ultimata nel 1346, contiene alcune delle opere più importanti del Rinascimento.
Se arrivi in treno sarà la prima cosa che potrai vedere perché si trova immediatamente a sud della stazione che porta il suo nome.
La facciata raffinata realizzata da Leon Battista Alberti è stata motivo di ispirazione per generazioni di architetti, con i suoi motivi classici e il perfetto equilibrio geometrico.
Da non perdere all’interno l’affresco della Trinità del Masaccio, i cicli di affreschi di Filippini Lippi e del Ghirlandaio. Sicuramente è una delle principali attrazioni di Firenze.

Se non vuoi fare la coda all’ingresso prenota i biglietti on line per l’ingresso prioritario.

Orari

Dal lunedì al giovedì  dalle ore 9 alle ore 17. 30; il venerdì dalle ore 11 alle ore 17.30; il sabato dalle 9 alle 17; la domenica dalle 12 alle 17 (da ottobre a giugno dalle ore 13 alle 17).

6. Ponte Vecchio

Ponte Vecchio è il più antico ponte di Firenze

Attraversa il fiume Arno nel suo punto più stretto ed é il ponte più antico e rappresentativo di Firenze, abbellendo il lungofiume ancora oggi, dopo quasi sette secoli.
In epoca medievale era occupato dalle botteghe dei macellai. Ora quelle stesse botteghe ospitano negozi di orafi e gioiellieri, in virtù di un editto di Medici risalente al 1593.
Questa attrazione è affollata di turisti dalla mattina alla sera, ma è sicuramente da scegliere tra le cose da vedere a Firenze.

7. Palazzo Pitti

Palazzo Pitti a Firenze

Con la sua facciata in pietra dal taglio grezzo, si erge a guardia del fianco meridionale di Firenze. Inizialmente apparteneva ai Pitti, una famiglia di banchieri caduti in rovina. Quando vi si trasferirono i Medici, venne ampliato a dismisura.
La sua facciata infatti misura ben 200 metri di lunghezza e più di 30 in altezza. È realizzata a bugnato rustico a sporgenza digradante (pietre più grandi alla base e più piccole e raffinate ai piani superiori).
Oggi custodisce la suo interno ben sei musei (acquistai biglietti on line per avere l’accesso prioritario).
Sul retro il cortile realizzato da Bartolomeo Ammannati nel 1560 collega il palazzo agli splendidi Giardini di Boboli (biglietti on line) che non devono mancare nella vostra lista dei posti da visitare a Firenze.

Orari

PALAZZO PITTI – Galleria Palatina, Appartamenti Reali e Galleria d’Arte Moderna

Dal martedì alla domenica dalle ore 13.30 alle 18.50. La biglietteria chiude alle 18.05. Le operazioni di chiusura iniziano alle 18.30. Chiusi tutti i lunedì, Capodanno, 1° maggio, Natale

8. Palazzo Medici Riccardi

Palazzo Medici Riccardi fu il modello per i palazzi aristocratici fiorentini.

Realizzato da Michelozzo per Cosimo I de Medici a metà del Quattrocento, divenne il modello per i palazzi aristocratici fiorentini.
Da non perdere la splendida Galleria Riccardi, una lunga stanza che riluce di bellezza e riflessi per le pareti a specchio e le pareti dorate.
Spettacolare l’affresco dell’immensa volta che rappresenta l’apoteosi della dinastia de Medici. Assolutamente da vedere è anche la Cappella dei Magi di Benozzo Gozzoli.

Orari

Feriali e festivi: 9-19

Biglietteria: 9. 00 – 18. 30 chiuso il mercoledi

La Basilica di Santa Croce a Firenze

9. Basilica di Santa Croce

È uno dei complessi architettonico-religiosi più importanti della storia dell’arte e massima espressione del gotico italiano.
La sua facciata si apre su una grande piazza (piazza Santa Croce) al cui centro c’era la statua di Dante Alighieri, spostata poi a sinistra del sagrato.
La basilica è anche una sorta di pantheon fiorentino. Contiene infatti, tra gli altri, il sepolcro di Michelangelo, la tomba di Galileo Galilei e di Ugo Foscolo, oltre ad un monumento a Dante Alighieri. Da non perdere la cappella dei Pazzi del Brunelleschi nel chiostro a destra della Chiesa. Biglietto on line salta coda.

Orari

Lunedì – Sabato dalle 9:30 alle 17:00;  domenica e festività di precetto – Epifania (6 gennaio), Assunzione (15 agosto), Ognissanti (1°novembre), Immacolata Concezione (8 dicembre) – dalle 14.00 alle 17.00.

La biglietteria chiude alle 17.00. Il Complesso chiude alle 17:30.

Gli splendidi Giardini di Boboli di Firenze

 

10. Giardini di Boboli

Nell’elenco di cosa vedere a Firenze inseriamo anche questo meraviglioso giardino, che è il primo e forse più ragguardevole esempio di giardino all’italiana.
Sono l’ideale per una passeggiata lontani dal caos cittadino ma sempre all’insegna dell’arte e della scoperta di una delle gemme nascoste di Firenze.
Il giardino rinascimentale fu creato nel XVI secolo su progetto dell’architetto Niccolò Pericoli, detto il Tribolo. Da non perdere è la Grotta artificiale del Buontalenti, ornata da una Venere del Giambologna.
Dal alto sud-orientale del giardino si può entrare nel Forte di Belvedere , dalla cui terrazza si gode di una vista magnifica.
L’ingresso è a pagamento. Consigliato il biglietto on line per accedere con ingresso prioritario.

orari

Da lunedì a domenica

novembre, dicembre, gennaio, febbraio  8.15 – 16.30;  marzo 8.15 -17.30  (con ora legale 18.30); aprile, maggio, settembre e ottobre 8.15 – 18.30 (con ora solare 17.30); giugno luglio, agosto 8.05 – 19.30. Gli ingressi sono vietati a partire da un’ora prima della chiusura. I Giardini restano chiusi a Capodanno, Natale e il 1° maggio e il primo e l’ultimo lunedì di ogni mese.

Questa è la nostra lista delle cose da vedere a Firenze assolutamente.
E se volete avere una bella visione d’insieme di questa splendida città d’arte non perdetevi la vista panoramica mozzafiato da Piazzale Michelangelo!

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Palazzo Pitti- La storia e i musei

Nell’elenco di cosa vedere a Firenze, Palazzo Pitti compare sicuramente tra i primi posti. L’edificio è infatti tra le attrazioni principali della città, che val davvero la pena vedere.
Esso ospita al suo interno diversi musei: la Galleria Palatina, la Galleria d’Arte Moderna, il Museo degli Argenti, il Museo delle Porcellane, il Museo del Costume e il Museo delle Carrozze.  Vederli tutti è difficile, perciò noi vi consigliamo di non perdervi assolutamente la Galleria Palatina o la Galleria d’Arte Moderna. Per risparmiare tempo prezioso da dedicare alla visita la cosa migliore è acquistare il biglietto on line che vi permetterà di saltare le lunghe code.

Quando i Pitti, famiglia di ricchi mercanti e rivale dei de Medici, affidarono al Brunelleschi la progettazione del palazzo pensarono in grande. La costruzione rappresenta infatti uno dei più grandi esempi architettonici di Firenze.
Iniziato nel 1458, occupava lo spazio compreso tra le sette finestre del secondo e del terzo piano. Nel 1549 i Pitti, ormai impoveriti, lo vendettero ai Medici. Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo de Medici, lo volle perchè trovava Palazzo Vecchio claustrofobico.
Eleonora avviò i lavori di ampliamento che proseguirono fino al 1939. Nonostante i rifacimenti il progetto del Brunelleschi venne rispettato tanto che oggi non è facile distinguere le diverse fasi di costruzione.
Estinta la famiglia Medici il palazzo rimase la residenza dei governanti della città, i duchi di Lorena e poi dei loro successori austriaci e napoleonici.
Quando Firenze fu capitale d’Italia, nel 1865, l’edificio diventò la residenza dei Savoia che lo donnarono allo stato nel 1919.

CURIOSITA’ SU PALAZZO PITTI

La facciata di Palazzo Pitti è molto estesa (200 mt di lunghezza per più di 30 mt di altezza) ed è realizzata a bugnato rustico a sporgenza digradante (pietre più grandi alla base e più piccole e raffinate ai piani superiori). La stessa tecnica di costruzione si trova in molti nobili palazzi fiorentini. Alla base della facciata se fate attenzione trovate, sulla sinistra rispetto al portone centrale (guardando la facciata, tra due finestre a circa due metri di altezza da terra), due pietre decisamente diverse fra loro: una molto lunga, di circa 10 metri, e una molto corta, neanche mezzo metro.
La leggenda vuole che le pietre vennero messe vicine per volere di Luca Pitti, perchè rappresentassero, quella lunga, la sua potenza, e quella corta la debolezza dei suoi rivali, molto invidiosi di lui.


I MUSEI DI PALAZZO PITTI

1. Galleria Palatina

La Galleria Palatina si estende per tutta l’intera ala sinistra del primo piano di Palazzo Pitti, un tempo residenza dei Medici. Ospita un’importante e grande collezione comprendente opere di Raffaello, TizianoCorreggio, Rubens, Piero da Cortona ed altri grandi maestri italiani ed europei del rinascimentali e barocchi.

2. La galleria di Arte Moderna

Ubicata al secondo piano di Palazzo Pitti ospita una bella collezione di quadri e sculture moderne, principalmente italiani, dal tardo Settecento alla Prima Guerra Mondiale, oltre ad opere di alcuni Macchiaioli e di artisti italiani a cavallo tra il XIX e il XX secolo.

3. Museo degli argenti

Comprende una collezione molto ricca di oggetti preziosi, molti dei quali commissionati dai Medici. Le opere d’arte frutto di botteghe fiorentine e straniere ed includono vasi di cristallo e artefatti in pietre dure, avorio, gemme, argento, così come cammei, tappeti e orologi. È situati nell’ala sinistra dell’edificio.

4. Museo delle porcellane

Il museo è ospitato nel Casino del Cavaliere, in cima alla collina di Boboli. La collezione è formata principalmente da serviti da tavolo in porcellana dei Granduchi e delle famiglia dei Medici, Lorena e Savoia. Si tratta di una raccolta principesca composta da pezzi unici creati appositamente per la corte granducale, oppure ricevuti in dono dagli altri regnanti europei. Del museo fanno parte anche le porcellane locali di Doccia, usate quotidianamente dai granduchi.

5. Galleria del costume

Ubicata nella set nella settecentesca Palazzina della Meridiana, ala di Palazzo Pitti che si affaccia su Giardino di Boboli è l’unico museo sulla storia della moda in Italia e uno dei più importanti al mondo. La collezione è costituita da oltre 6000 pezzi tra cui abiti, costumi teatrali e accessori che vanno dal Cinquecento al Novecento e, data la mole dei pezzi esposti, viene cambiata ogni due anni a rotazione.

6. Museo delle carrozze

Ubicato nel rondò di destra di Palazzo Pitti, venne costruito nel XVIII secolo. Ospita una serie di carrozze del XVIII e XIX secolo, appartenute soprattutto alla corte dei Lorena e ai Savoia. Da vedere è la carrozza riccamente decorata di inizio Ottocento che fu, originariamente, di Ferdinando II re di Napoli e che arrivò a Firenze con i Savoia e le tre sfarzose berline in legno scolpito, dipinto e dorato, eseguite a Firenze nel 1818.

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Cosa vedere a Firenze: Giardini di Boboli

Visitare Firenze è sicuramente un progetto molto ambizioso e, affinchè il tuo viaggio in questa splendida città d’arte sia di successo e soprattutto completo, è necessario scoprire tutto ciò che questa ha da offrire. Se non sai ancora cosa vedere a Firenze, te lo dico io!
Sebbene spesso venga posta in secondo piano rispetto ad altre tante attrazioni considerate principali come il Duomo, il Ponte Vecchio o la Galleria degli Uffizi, i Giardini di Boboli meritano un posto di rilievo nel tuo itinerario alla scoperta delle bellezze fiorentine.

Se stai visitando il capoluogo toscano e vuoi prenderti una pausa dalla città rilassandoti in un’area fatta di verde e arte, i Giardini di Boboli sono proprio ciò che fa al caso tuo. 
Questo luogo é sempre affollato perciò il mio consiglio è quello di munirti del biglietto on line. Risparmierai tempo e fatica.

Probabilmente, sentendoli nominare, pensi che mia stia riferendo al solito parco cittadino con qualche panchina e del prato. Nulla di più sbagliato!

Non lasciarti infatti ingannare dal riduttivo nome giardini.
Si tratta in realtà di un vero e proprio parco tutto da esplorare con numerosi monumenti e scorci assolutamente da non perdere. Situati vicino all’iconico Palazzo Pitti, i Giardini di Boboli sono l’ideale per una passeggiata lontani dal caos cittadino ma sempre all’insegna dell’arte e della scoperta di una delle gemme nascoste di Firenze. Dopo la sua costruzione i giardini sono stati arricchiti di numerose opere architettoniche e statuarie realizzate dai personaggi della Firenze nobiliare (in particolare della famiglia dei Medici) che li gestivano e abitavano.

Visitare i Giardini di Boboli a Firenze

 

1. Un po’ di storia

Da oltre 400 anni i famosi Giardini di Boboli di Firenze hanno ospitato la famiglia dei Medici, residenti del Palazzo Pitti e successivamente le famiglie reali italiane di Lorena e Savoia. Notato per il suo modello di un giardino italiano, il cui nucleo è stato costruito dalla famiglia Medici durante il periodo rinascimentale, piccoli pezzi sono stati aggiunti in anni successivi, ciascuno in uno stile proprio. All’interno dei Giardini di Boboli troviamo dunque una serie di piccoli viottoli adornati da statue, fontane, grotte e (ovviamente) numerosi giardini che coprono un’area di 45.000 metri quadri in cui è davvero un piacere perdersi. I giardini risalgono sulla collina di Boboli e sono circondati da un’area triangolare chiusa tra Palazzo Pitti, Forte di Belvedere e Porta Romana, alcuni degli highlights di Firenze.

Fontane, statue, scaloni… i Giardini di Boboli ricordano moltissimo i famosi giardini di Versailles o quelli della Reggia di Caserta con ampi spazi di verdi in cui si incorniciano opere monumentali dal valore unico ed inestimabile. Offrono una bella vegetazione fitta di alberi e piante acquatiche che si sposa perfettamente con le opere esposte. L’anfiteatro è sicuramente una delle opere principali del parco trattandosi della parte centrale del complesso dal quale si irradiano viottoli e terrazze adorante da statue ed obelischi (tra cui segnaliamo il principale obelisco della fontana principale dell’anfiteatro di provenienza egiziana che ne impreziosisce le suggestive acque).

Ma non è possibile ammirare solo statue e fontane. Durante l’escursione ai Giardini di Boboli avrete la possibilità di esplorare numerosi siti come Grotta di Madama e la Grotta del Buontalenti, alcuni tra i capolavori scultorei che rendono questi giardini un vero e proprio museo diffuso.

Proprio quest’ultima grotta viene considerata come il fiore all’occhiello di Boboli per la sua unicità e particolarità: si tratta, infatti, di un’opera che racchiude una grande maestria sia architettonica che scultorea essendo una grotta abilmente scavata nella roccia con al suo interno minuziose decorazioni in stalattiti che circondano curiose statue raffiguranti un mondo alchemico surreale e suggestivo.

2. La vista

Uno dei grandi incentivi per visitare questa attrazione del capoluogo toscano è sicuramente la bellissima vista di Firenze dall’alto, che puoi godere da una prospettiva assolutamente unica e tutta da ammirare. Se sei  appassionato o appassionata di fotografia troverai pane per i tuoi denti e tantissimi scorci per foto ricordo dal sapore d’altri tempi!

La vista di Firenze dai Giardini di Boboli

3. Effetto matriosca

I giardini sono una continua scoperta e presentano, tra le proprie attrattive, anche la possibilità di ammirare giardini all’interno di giardini come il suggestivo e panoramico Giardino del Cavaliere, realizzato in parte su alcuni bastioni costruiti su un progetto di Michelangelo Buonarroti e che affaccia su lunghe distese di campi della bella collina toscana.

4. Quando visitare i Giardini di Boboli?

Il parco é un’attrazione ideale da visitare praticamente durante tutti i periodi dell’anno. Ogni stagione, infatti, porta con sé una flora caratteristica che veste il giardino monumentale fiorentino di un’aura sempre diversa per un’esperienza ogni volta nuova ed unica a se stessa.

Sicuramente la primavera offre uno spettacolo bellissimo con fioriture, profumi e un verde rigoglioso pronto ad accogliervi.
Da non sottovalutare, però, anche la bellezza del giardino nel periodo autunnale, quando si trasforma in un luogo ancora più magico e suggestivo dai colori caldi e l’atmosfera romantica. Durante l’estate, invece,  con i suoi lecci e la sua folta vegetazione, offre riparo dal caldo torrido che spesso attanaglia la città dando un’ottima occasione per rilassarsi all’ombra e recuperare le forze per continuare ad esplorare!

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Consigli pratici per esplorare il parco 

Una visita accurata di questo posto meraviglioso richiede qualche ora del tuo tempo: tendenzialmente, per visitare tutto con calma e metodo, occorrono circa 3 ore.
Cerca dunque di inserire la tua passeggiata esplorativa nell’ itinerario come prima cosa al mattino oppure al tramonto, lasciando le ore centrali per le visite ai musei e alle chiese (luoghi solitamente meno affollati durante queste ore in cui, la maggior parte della calca turistica, si sposta verso punti di ristoro per la pausa pranzo).

Un altro consiglio che mi sento di darti è di indossare scarpe e abbigliamento comodo per poter visitare al meglio i Giardini e tutte le sue bellezze.
Non sottovalutare la cosa! Gli scaloni e tutte le aree del parco coprono lunghe distanze!

Ovviamente non dimenticare di portarte con te la macchina fotografica per immortalare questo suggestivo luogo e la sua magnifica vista di Firenze!

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Visitare i giardini di Firenze

A Firenze non troverete soltanto arte e storia. Non solo edifici in pietra, torri, musei e Basiliche: a Firenze potete vedere anche splendidi spazi verdi, abbelliti da piante, fiori, fontane e statue. Durante la vostra visita di questa meravigliosa città toscana, dedicate un po’ di tempo anche agli spazi aperti, rilassatevi con una passeggiata o con un picnic.

2. IL GIARDINO DI BOBOLI

I Giardini di Boboli a Firenze, acquista il bifglietto on line per saltare la coda

Il più noto tra i giardini di Firenze, Boboli si estende dietro a Palazzo Pitti, sulla sponda sud del fiume Arno. Il Palazzo prende il nome dalla famiglia nobile che lo fece costruire, ma fu poi residenza dei Medici nel XVI secolo e dei Savoia successivamente.

Camminate in lungo e in largo dietro al Palazzo – oggi un museo – imitando le passeggiate dei nobili del Rinascimento Fiorentino. Potrete ammirare opere d’arte come fontane – la Fontana del Nettuno tra le più note – statue, obelischi, grotte decorate e anche un anfiteatro.

La scultura più visitata del Giardini di Boboli è senza dubbio la Fontana del Bacchino, detto anche Nano Morgante, a rappresentazione del nano più celebre alla corte di Cosimo de Medici.

Più che un giardino, è un vero e proprio parco, la cui visita può durare anche tre ore!
Visto che è visitatissimo e c’è sempre coda vi consigliamo di acquistare il biglietto on line per avere l’accesso prioritario.

2. IL GIARDINO DEI SEMPLICI

Il Giardino dei semplici a Firenze, uno dei tanti giardini della città

Il Giardino dei Semplici è l’orto botanico che si trova di fronte alla sede universitaria di Firenze, nonché il terzo orto botanico più antico del mondo.
Inaugurato nel 1545 da Cosimo de Medici, prende il nome dalle prime piante che ospitò, quelle dette “semplici”, cioè le erbe medicinali.

Oggi il giardino è parte del Museo di Scienze Naturali dell’Università e si estende per circa 24 mila metri quadrati.
La visita vi porta attraverso aiuole, serre, alberi monumentali e coltivazioni di erbe selvatiche commestibili, ottimo accompagnamento alla cucina toscana.
Da notare un’eccellente iniziativa dei Giardino dei Semplici: il percorso per non-vedenti.
Oltre a cartelli e mappe in Braille, anche un percorso sensoriale dedicato all’olfatto e al tatto.
E’ importante sapere che una piccola parte di questo Giardino è coltivata anche grazie all’aiuto di alcuni ragazzini della scuola primaria.
Tra i giardini di Firenze, vale sicuramente una visita.

3. GIARDINO TORRIGIANI

I Giardini Torrigiani, tra le cose da vedere a Firenze

Anche questo giardino nasce come orto botanico. E’ tra i più vasti giardini privati nelle mura di una città e si estende per circa sette ettari, dietro la Cappella Brancacci e la Chiesa di Santo Spirito.
La torre simbolo del Giardino è alta ventidue metri. Ospita ancora oggi delle strumentazioni astronomiche, una biblioteca. Alla sommità, una terrazza per l’osservazione del cielo. In questo giardino potete passeggiare tra alberi secolari, serre e sculture.
Tra le più note, la statua di Osiride che regge il regolamento del parco. Il Giardino è ancora oggi privato e mantenuto negli anni grazie ai fondi dei discendenti della famiglia Torrigiani. Ospita anche corsi di giardinaggio e di pittura botanica.

4. GIARDINO DELLE ROSE

Il giardino delle rose a Firenze, tappa del vostro itinerario per visitare Firenze

Situato appena sotto Piazzale Michelangelo, l’entrata al Giardino delle Rose è gratuita.
Qui trovate non solo una vasta collezione di circa 350 varietà di rose, ma anche un giardino giapponese e una collezione di sculture dell’artista belga Folon.
Sia per la posizione che per la sua struttura a terrazza, il Giardino delle Rose è un ottimo punto dove rilassarsi dopo la visita ad un museo, ammirando il panorama della città di Firenze.

5. IL GIARDINO BARDINI

Firenze: Giardino Bardini, tra i principali giardini della città

Questo giardino privato si sviluppa in terrazzamenti, dalla riva dell’Arno vicino al Ponte delle Grazie, fino a Piazzale Michelangelo.
Conoscete la posizione del Piazzale, quindi è inutile dirvi che la passeggiata per questo giardino ombreggiato è in salita. Se non volete fare troppa fatica, il consiglio è quello di raggiungere Piazzale Michelangelo in autobus o taxi. Così, potete ammirare le bellezze del Giardino Bardini in discesa.

6. IL GIARDINO DELL’IRIS

Il Giardino dell'iris a firenze, tra le cose da vedere in città.

Dalla somma di Piazzale Michelangelo, avete la possibilità di visitare un altro giardino stupendo. E’ più piccolo rispetto agli altri, la visita più breve ma altrettanto piacevole. L’iris – detto anche giglio – è il fiore simbolo della città di Firenze. Dove ammirarlo se non in un giardino che ne ospita circa 200 varietà?
Il Giardino dell’Iris è aperto ogni anno soltanto in occasione della fioritura di questi fiori colorati. Dal 25 Aprile fino al 20 Maggio, ogni anno, potete visitarlo gratuitamente.

Visitare Firenze può essere un’esperienza unica. Non limitatevi alle opere d’arte e alla storia, lasciate sempre un po’ di tempo per attività all’aria aperta. La città di Firenze offre ottimi punti per un picnic o una passeggiata, in riva all’Arno o nelle piazze delle Basiliche, come a Santa Croce.
Combinate l’Arte e la Natura in uno dei suoi meravigliosi giardini: segnateli nella lista di cosa vedere a Firenze in 3 giorni !

Santa Maria del Fiore e il complesso del Duomo

Il suo nome allude al giglio, simbolo della città in cui si trova ed è una delle attrazioni principali di Firenze: è la cattedrale di Santa Maria del Fiore, terza chiesa più grande in Europa.
È infatti lunga 160 m, larga 43 m, il suo transetto si estende per 90 metri, mentre la cupola interna (dal pavimento alla lanterna) si innalza anch’essa per 90 m.
Iniziata da Arnolfo di Cambio nel 1296, venne portata a termine in quasi 150 anni. A testimoniare questo lungo lasso di tempo intercorso tra la posa della prima pietra e il completamento della cattedrale, rimangono le diversità di stile rilevate nelle sue diverse parti.


Santa Maria del Fiore,
con la sua Cupola del Brunelleschi insieme all’elegante Campanile di Giotto, che le sorge accanto e il Battistero di San Giovanni, valgono da soli un viaggio a Firenze. Proprio per questo le code all’ingresso sono molto lunghe.
Per evitare di perdere tempo facendo la fila ti consiglio quindi di acquistare il biglietto on line. Avrai diritto all’accesso prioritario al tutto il complesso del Duomo.
Ti ricordo che per salire sulla cupola del Brunelleschi è obbligatorio effettuare la prenotazione.
Potrai farlo dall’ingresso alla Cupola presso la biglietteria dell’Opera del Duomo.

Fai molta attenzione al modo in cui ti vestirai durante la visita: è infatti necessario rispettare il codice di abbigliamento (pena la possibilità di entrare), quindi niente maglie senza maniche o pantaloncini. Le ginocchia e le spalle devono essere coperte sia per gli uomini che per le donne.

Sul Lato nord-est della piazza del Duomo si trova il Museo dell’Opera del Duomo, oltre 6.000 metri quadrati di superficie, che ospitano 28 sale, distribuite su tre piani.
Restaurato nel 2015, qui sono conservate le opere d’arte originali che nel corso del tempo hanno decorato i suoi monumenti. Capolavori di MichelangeloDonatelloBrunelleschi, Ghiberti, solo per citarne alcuni. 

Visitare Firenze: il Museo Opera del Duomo

1. L’ESTERNO DI SANTA MARIA DEL FIORE

L’attuale facciata risale alla fine del XIX secolo. L’architetto che la progettò (Emilio De Fabris ) si ispirò ai fianchi della cattedrale, risalenti per la maggior parte al XIV secolo.
Nel fianco meridionale, in prossimità della tribuna si trova la Porta dei Canonici, realizzata in stile gotico antico alla metà del Trecento.
Degni di nota sono i 3 absidi progettati in modo da sembrare i petali di un fiore, il cui gambo è la navata centrale.
Dopo le absidi, sul fianco settentrionale c’è la Porta della Mandorla, dell’inizio del Quattrocento. si chiama così per via del rilievo della vergine racchiuso in una cornice a forma di mandorla. 

Visitare il duomo di Firenze

2. L’INTERNO DI SANTA MARIA DEL FIORE

L’interno della Cattedrale di Firenze, vasto e severo, contrasta con l’impatto visivo dell’esterno.
Sulla navata si sinistra vi sono due enormi affreschi dedicati a due condottieri al servizio di Firenze: Niccolò da Tolentino di Andrea del Castagno e Giovanni Acuto di Paolo Uccello.
Sotto la cupola una serie di affreschi del Vasari ritraggono il Giudizio Universale.
Sotto gli affreschi è situato il Coro ottagonale. Lungo il transetto invece si aprono le tre absidi, separate dalle due sagrestie e ognuna ripartita in cinque cappelle.
Assolutamente degne di nota sono le vetrate policrome, tra le più belle d’Italia, realizzate da Donatello, Andrea del Castagno, Paolo Uccello e Lorenzo Ghiberti.

L'affresco all'interno della cupola del duomo diFirenze

3. LA CUPOLA DEL BRUNELLESCHI

Quest’opera di alta ingegneria venne progettata da Filippo Brunelleschi ed è una delle cupole più grandi del mondo.
Costituita da due calotte di forma ogivale e collegate tra loro, è stata in grado di resistere ai fulmini, ai terremoti, al passare dei secoli e oggi come nel Quattrocento incanta chiunque la osservi da lontano.
Il diametro della cupola è di 45,5 metri, le stesse dimensioni dell’intero battistero. Per realizzarla il Brunelleschi impiegò ben 14 anni (dal 1420 al 1434).
La grandissima innovazione della sua costruzione fu quella di voltare la Cupola senza armature. Venne usata infatti una doppia volta con un’intercapedine di cui l’interna (dello spessore di oltre due metri) era realizzata con conci a spina di pesce, e aveva una funzione strutturale, (essendo autoportante) e quella esterna solo di copertura.
Sulla cupola c’è la lanterna, con copertura a cono, e la palla di rame dorato con la croce che contiene reliquie sacre, realizzata da Andrea del Verrocchio.
L’interno della cupola presenta affreschi sul tema del Giudizio Universale realizzati dal Giorgio Vasari e Federico Zuccari.

Visitare Firenze: il duomo e il campanile

4. IL CAMPANILE DI GIOTTO

Come Santa Maria del Fiore, è rivestito di marmi bianchi, rossi e verdi. A base quadrata, il maestoso campanile è considerato il più bello d’Italia. Giotto progettò e iniziò la sua costruzione nel 1334, ma morì solo 3 anni dopo.
Proseguirono la sua opera Andrea Pisani e Francesco Talenti. Il Campanile di Giotto è alto 84,5 metri e si possono salire i suoi 414 scalini. La decorazione esterna a lunette dei primi due piani presenta bassorilievi sul tema della Creazione dell’uomo, per illustrare le sue varie attività.
I bassorilievi della seconda fascia ritraggono invece i pianeti, le Virtù Cardinali, le Arti e i Sacramenti. Le sculture che raffigurano i profeti e le sibille , nelle nicchie dei piani superiori, sono delle copie. Gli originali sono al Museo dell’Opera del Duomo.
In cima al campanile si trova una terrazza realizzata dall’opera di Francesco Talenti e che funge da tetto panoramico. Il Talenti portò a termine i Campanile nel 1359, dopo gli anni terribili della peste nera.

Gli hotel in San Giovanni

PALAZZO TOLOMEI

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Il David di Michelangelo – 10 curiosità tutte da scoprire

Il David di Michelangelo è uno dei massimi capolavori di scultura di tutti i tempi, visitato da milioni di persone ogni anno.
Si trova alla Galleria dell’Accademia e raffigura David, l’eroe biblico  che sconfisse il gigante Golia abbattendolo con un colpo di fionda,  liberando così dal giogo dei Filistei il popolo di Israele.
Realizzato da Michelangelo Buonarroti tra il 1501 e l’inizio del 1504 da un blocco di marmo di Carrara, è alto più di 5 metri esclusa la base.
Una delle attrazioni più importanti di Firenze, il David ha una storia ricca di aneddoti e curiosità.
Io te ne propongo alcune, di cui forse non eri a conoscenza:

1. Simbolo di Firenze

Il David è il simbolo di Firenze, infatti la città si identificò con esso perchè mostrava la vittoria dell’uomo virtuoso di fronte al tiranno.
Simboleggia anche il carattere orgoglioso e indomabile di Firenze.

2. Le proporzioni del David

La statua rappresenta un’adolescente, ma la sua anatomia è particolare.
Ha infatti le braccia troppo lunghe e la testa troppo grossa per la sua età. Anche a mano destra in particolare e, su cui si possono vedere chiaramente le vene in rilievo, è decisamente grande e le natiche sono strette mentre le gambe molto separate. 
Ma non è un errore. Michelangelo infatti ha ingrandito o ridotto alcuni elementi con l’obiettivo di sottolineare alcuni particolari e lasciarne altri in secondo piano.
Così il David acquista maggiore espressività

Principali attrazioni di Firenze: il Davi d di Michelangelo

Cosa vedere a Firenze: il David. Foto di Lea Gerbaudo

3. Il marmo utilizzato

Il grandissimo blocco di marmo di Carrara che Michelangelo usò per realizzare la statua era già stato sbozzato piuttosto malamente 50 anni prima da Agostino Duccio, il quale aveva poi deciso di abbandonarlo.
Era talmente in cattive condizioni che nessun artista aveva più voluto mettervi mano. Ma questo non fermò il grande artista dall’accettare la sfida di trarne fuori una statua.

4. Le copie

Ci sono copie del David sparse in tutto il mondo, da Londra agli Stati Uniti (Kentucky).
Solo a Firenze ce ne sono due, una in Piazza della Signoria e una aPiazzale Michelangelo.

5. Un grande progetto

Il David faceva parte di un progetto più ambizioso che prevedeva la realizzazione di 12 figure dell’antico testamento che avrebbero dovuto trovare posto all’esterno della cattedrale di Santa Maria del Fiore.

6. Il rifiuto

In un primo momento il popolo rifiutò grandemente la statua al punto che durante il suo trasferimento, bande di contestatori lo presero più volte a sassate.

6. Il rifiuto

In un primo momento il popolo rifiutò grandemente la statua al punto che durante il suo trasferimento, bande di contestatori lo presero più volte a sassate.

7. Gli incidenti

La statua fu vittima di diversi incidenti nel corso del tempo. Il danno maggiore lo riportò il 26 aprile 1527 quando a Firenze, quando fuori da Palazzo Vecchio vennero lanciati mobili sui soldati da una folla di rivoltosi, una sedia colpì il braccio destro del David , spezzandolo in tre punti. Il braccio venne ricomposto tramite tre chiodi di rame.

8. La prima esposizione

La statua fu esposta per la prima volta l’8 agosto 1504. Fu necessario l’impiego di 40 uomini per spostarla sul posto e il viaggio durò 4 giorni.

9. La controversia

In un primo momento il David venne collocato in Piazza della Signoria con il volto rivolto verso Roma. Questa decisione provocò diverse polemiche perchè il fatto che la statua guardasse verso Papa Alessandro VI, il quale aveva dato asilo politico a Medici, scacciati dalla città per mano del governo di Firenze, non era molto apprezzato.

10. Il naso

Prima che l’opera venisse esposta si racconta che il gonfalone della repubblica Piero Soderino andò a fare visita a Michelangelo. E gli disse che secondo lui il naso del David era troppo grande e che se l’avesse ridotto un po’ la statua sarebbe stata più bella. Michelangelo, diplomaticamente, prima di salire sulla scala per sistemare il naso raccolse una manciata di marmo da terra e la tenne stretta in una mano. Raggiunta la testa della statua fece finta di scalpellare il naso e lasciò cadere i pezzetti di marmo prima raccolti.

Finito l’intervento chiese a Soderini se adesso il naso aveva le dimensioni giuste e questi li rispose che grazie alla sua acuta osservazione adesso la statua aveva raggiunto la perfezione. 

Dove si trova il David

La Cupola del Brunelleschi

Scommetto che non appena senti nominare la città di Firenze, la prima immagine che ti viene in mente è quella del Duomo, con la sua grandiosa Cupola del Brunelleschi che svetta superba ed elegantissima. Non mi sbaglio, vero? Ma quanto ne sai riguardo alla storia di questa incredibile opera architettonica, divenuta simbolo di una città e di un intero periodo storico come il Rinascimento?

La cupola venne progettata da Filippo Brunelleschi, affiancato da Lorenzo Ghiberti, che ideò una struttura a doppia calotta realizzabile senza l’utilizzo di centine.
Tra i due gusci si individua un intercapedine occupato da una scala di ben 463 gradini. In origine, permetteva di raggiungere la lanterna per ragioni di manutenzione, oggi ti garantisce una delle migliori  viste panoramiche sulla città di Firenze.
Il tutto è irrobustito da setti murari che svolgono una funzione analoga a quella dei contrafforti. Questo dava la possibilità di costruire di pari passo sia la calotta interna che quella esterna, appoggiando le impalcature necessarie ora all’una ora all’altra ed evitando così l’utilizzo delle centine.

Piccola curiosità: man mano che la struttura cresceva, salire e scendere dai ponteggi diventava sempre più difficile e pericoloso per gli operai.
Si decise così di organizzare una frugale locanda sulle impalcature, per permettere loro di mangiare e riposare brevemente senza dover scendere fino a terra, ottimizzando di conseguenza tempi e risorse.

Tornando alla struttura, la copertura della cupola è realizzata in laterizio, con i mattoni disposti a spina di pesce, che rendono il tutto più stabile attraverso un efficace distribuzione dei pesi.
Lo scheletro presenta invece la sezione dell’arco a sesto acuto. Viene da chiedersi il perché, siccome tale tipologia architettonica, protagonista del periodo gotico, era stata abbandonata sin dagli inizi del Rinascimento in favore dell’arco a tutto sesto.

La risposta è molto facile: l’arco ogivale, per la sua conformazione slanciata verso l’alto, garantisce una distribuzione delle forze più efficiente, affidando la maggior parte del peso alla componente verticale, riducendo notevolmente la spinta orizzontale e permettendo in questo modo la realizzazione di una struttura così grandiosa, altrimenti impossibile.
Per rendere ancora più stabile l’opera, vengono infine introdotte delle false tribune che fortificano le pareti che accolgono il grande peso della cupola.

Il Duomo

Che cosa possiamo dire, invece, della grande chiesa che sottosta alla cupola del Brunelleschi?
In origine, al posto della struttura che tutti noi conosciamo, in piazza Duomo sorgeva un’antica basilica paleocristiana affiancata ad un battistero di gusto romanico. Sull’onda del successo e della crescita sia economica che politica che Firenze conobbe nel XII secolo, si decise di ammodernare il principale luogo di culto della città, affidando il progetto della nuova chiesa ad Arnolfo di Cambio (architetto, tra l’altro, anche di Palazzo Vecchio).

Questi ideò una struttura a tre navate culminante con un innovativo corpo trilobato, che riassume in sé il transetto e l’abside, i quali individuano al centro uno spazio ottagonale analogo a quello del battistero esterno. In queste strutture possiamo metaforicamente individuare l’ideale percorso attraverso la religione del fedele: vediamo l’inizio della vita cristiana, sancito dal battesimo, all’interno del battistero, la sua vita, collocata lungo le navate ed infine la sua morte e la speranza della resurrezione e del Regno dei Cieli, che Arnolfo di Cambio immagina corrispondere alla cupola, che assimila alla volta celeste.

Se andiamo ad osservare oggi il nostro Duomo, però, non possiamo non notare come l’ottagono individuato dalla cupola sia molto più ampio rispetto a quello del battistero. La responsabilità è da attribuire a Francesco Talenti, che, cavalcando l’onda d’entusiasmo per la crescita economica, intervenne anni dopo, a cantiere già avviato, sul progetto di Arnolfo, ingrandendo la struttura, ma mettendo i suoi contemporanei di fronte ad un problema non da poco: a causa della peste scoppiata nel 1348 non si trovavano più artigiani in grado di costruire le centine per la realizzazione di archi e cupole e nessuno sapeva come costruire una struttura così grandiosa.
Così, per lungo tempo il Duomo rimase privo della cupola, fino all’arrivo di Filippo Brunelleschi.

Dove si trova

Ponte Vecchio – Curiosità

Simbolo di Firenze per antonomasia, Ponte Vecchio è una delle attrazioni principali della città, che non può essere esclusa dall’itinerario di visita.
Attraversa il fiume Arno nel suo punto più stretto e rappresenta il primo e più antico ponte di Firenze. Risale infatti all’epoca romana, quando venne realizzato in legno, e nel corso del tempo fu più volte danneggiato.
L’ultimo danneggiamento è datato 3-4 novembre 1333. Nel 1345,  fu ricostruito d’allievo di Giotto, Taddeo Gaddi, su tre arcate, più profonde e più resistenti all’impeto dell’acqua.
La sua bellezza gli portò fortuna.
Si racconta infatti che, grazie ad essa, durante la seconda guerra mondiale, Hitler lo risparmiò dai bombardamenti del 1944.

Di seguito ti riporto alcune curiosità di cui forse non eri al corrente e che ti permetteranno di visitare Ponte Vecchio scoprendone tutti i segreti.

1. La meridiana

In alto, sull’angolo della bottega che delimita la terrazza ovest dove si trova il busto di Benvenuto Cellini, c’è una meridiana particolare, a forma di mezzaluna, che rappresenta l’ultima testimonianza del ponte trecentesco.

L’iscrizione sul basamento dell’orologio solare spiega che venne collocato nel 1345 in occasione della ricostruzione del ponte.

2. Le arcate ribassate

Ponte Vecchio fu il primo ponte in cui vennero usati nella sua costruzione (del 1345 ad opera di Taddeo Gaddi) i valichi ad arco ribassato.

Questa tecnica del tutto nuova, permise di avere meno campate (tre al posto di cinque) e più grandi. In questo modo detriti e le piante che avrebbero potuto distruggere il ponte, potevano fluire con più facilità.

Lungo tutto il suo passaggio è fiancheggiato da due file di botteghe artigiane, ricavate in portici chiusi. Ai quattro angoli della costruzione erano situate 4 torri che ne controllavano l’accesso.

3. La Torre dei Mannelli

All’estremità sud del ponte, il Corridoio Vasariano gira attorno ad una torre, quella dei Mannelli, unica sopravvissuta delle 4 che erano agli angoli a difesa della costruzione.

La Famiglia Mannelli fu la sola che fece opposizione al passaggio del Corridoio attraverso la loro proprietà. Così facendo costrinsero il Vasari a progettare questo tratto completamente a sbalzo su mensole per aggirare la torre.

4. Le botteghe di Ponte Vecchio

Visitare Firenze in 3 giorni: le botteghe di Ponte Vecchio

Foto di Anna Berardengo

Nel periodo medievale era sede di botteghe di macellai e verdurieri. Era infatti stato imposto dall’autorità cittadina che i macellai vi si riunissero per preservare la pulizia delle case del centro ed evitare così gli odori e gli scarti delle carni che venivano trasportate dalle strade all’Arno.

Dopo la costruzione del Corridoio Vasariano , nel 1565, si trovò inopportuna la presenza di queste botteghe e nel 1593 si decise di sfrattare i macellai, concedendole invece agli artigiani e agli orafi, attive ancora oggi.

5. Il Corridoio Vasariano

Costruito nel 1565 da Giorgio Vasari per Cosimo I De’ Medici il corridoio, lungo circa un chilometro, che passa sopra il ponte, metteva in comunicazione il centro politico e amministrativo di Palazzo Vecchio, con Palazzo Pitti, che ai tempi era ancora abitazione privata dei De’ Medici.

Durante il periodo della liberazione, il Corridoio Vasariano fu l’unico modo di passare dalla parte nord alla parte su di Firenze.

6. Le finestre di Mussolini

Nello slargo centrale del ponte si trovano le grandi finestre fatte realizzare nel 1939 da Benito Mussolini in occasione della visita di Hitler a Firenze. Queste gli avrebbero permesso di ammirare il panorama della città verso Ponte Santa Trinità.
Si dice che egli fu colpito da questa vista e dispose di non bombardarlo nel 1944.

Se vuoi goderti uno spettacolo veramente romantico, quando il sole comincia a tramontare vai al Ponte Santa Trinità.
Quando la luce comincia ad affievolirsi, girati verso Ponte Vecchio ad est e vedrai le luci delle antiche oreficerie scintillare sulle acque dell’Arno, che diventano via via più scure.

Ponte Vecchio è uno dei simboli di Firenze e sicuramente uno dei più bei ponti d’Italia, insieme al Ponte dei sospiri a Venezia, a Ponte Sant’Angelo a Roma, al Ponte Coperto a Pavia e al Ponte di Castelvecchio a Verona.

La storia

Un primo attraversamento in legno risale già all’epoca romana, ma si trovava più a monte rispetto alla costruzione attuale.
Dopo la piena del 1177 il ponte venne ricostruito, ma spostato più a valle. Subì poi dei danni durante le alluvioni del 1200 e 1250 e spazzato via da quella del 1333.
Fu ricostruito tra il 1339 e il 1345 su progetto di Taddeo Gaddi (altri ipotizzano di Neri di Fioravante o Domenico da Campi).
Nel 1665 Giorgio Vasari edificò il Corridoio Vasariano per collegare Palazzo Vecchio alla casa dei Medici.

Nel Settecento si iniziarono ad usare le caratteristiche madielle, le vetrine sporgenti dotate di chiusure ribaltabili.
All’Ottocento risalgono invece alcune riconfigurazioni delle vetrine e la trasformazione della via interna in galleria coperta.
Nel 1938 Mussolini commissionò la costruzione delle ampie finestre panoramiche al centro del ponte in occasione della visita di Hitler.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale vennero realizzate importanti opere di consolidamento all’insieme della struttura.

Nel 1966 una nuova alluvione danneggiò il ponte che venne subito dopo restaurato.

Visita a Palazzo Vecchio

Chi visita Palazzo Vecchio non si pente di averlo inserito come tappa del suo itinerario per visitare Firenze. E’ infatti una delle attrazioni principali, simbolo della città e sicuramente un must see imprescindibile, anche solo se si viene a Firenze per un giorno.
Se siete fan di Dan Brown e avete letto Inferno, non potete perdervi Palazzo Vecchio, perché è uno dei luoghi dove è stato girato il film tratto dal romanzo.

STORIA

Visitare Firenze: l'imperdibile Palazzo Vecchio

Foto di Anna Berardengo

Noto in precedenza come Palazzo della Signoria, venne costruito da Arnolfo di Cambio tra il 1298 e il 1314 ed è la sede storica del governo fiorentino.
Fatto edificare per i priori che governavano Firenze, divenne famoso come palazzo della Signoria perchè così si chiamava la suprema magistratura della città.

Nel 1540 Cosimo I de’ Medici si trasferì qui dal Palazzo Medici e e la fece quindi diventare la sua residenza e la sede del governo. Cosimo affidò poi al Vasari il compito di apportare modifiche all’interno, creando nuovi appartamenti e decorazioni che lo arricchissero. La moglie di Cosimo I, Eleonora di Toledo, però non lo amava molto e preferì acquistare Palazzo Pitti.

Passò un po’ di tempo prima che le modifiche a quest’ultimo fossero finite (nel mentre Eleonora morì) ma la famiglia si trasferì lo stesso nel 1549. Così Palazzo della Signoria venne chiamato Palazzo Vecchio.

GLI INTERNI

1. SALONE DEI CINQUECENTO

Palazzo Vecchio a Firenze - Salone dei Cinquecento

Chi visita Palazzo Vecchio, entrando da Piazza della Signoria, accede prima alla corte, che Michelozzo modificò nel 1470 secondo lo stile di inizio Rinascimento. Un secolo dopo, quando Francesco de’ Medici sposò Giovanna d’Austria, vennero aggiunte le decorazioni con le vedute dell’impero asburgico.
Da qui si passa nel Cortile della Dogana, a lato del quale si trova la biglietteria. Attraverso una scalinata si sale al bellissimo Salone dei Cinquecento, creato all’interno dell’edificio originale nell’ultimo decennio del Quattrocento per ospitare il Consiglio dei Cinquecento, che si era formato sotto la repubblica del Savonarola. Più tardi venne trasformata da Cosimo I in una magnifica ostentazione del suo potere. All’incirca attorno al 1560 il soffitto venne sollevato di ben 7 metri e decorato dal Vasari.

2. QUARTIERI

Dal Salone dei Cinquecento si entra poi nel Quartiere di Leone X, che porta questo nome dal Papa dei Medici. Salendo al piano superiore si passa nel Quartiere degli elementi, una serie di stanze e terrazze dedicate a divinità pagane. Quella di Giunone ospita la scultura originale del Putto col delfino del Verrocchio.

Da questa stanza un passaggio sopra il Salone dei Cinquecento conduce al Quartiere di Eleonora, gli appartamenti della moglie di Cosimo I. la parte più bella è la cappella di Eleonora subito a destra accanto all’entrata. Attraversando diverse altre sale si arriva alla Sala dell’Udienza, dove i priori amministravano la giustizia nella Firenze medievale.

Visita a Palazzo Vecchi a Firenze: la Sala del Giglio

La visita Palazzo Vecchio porta poi alla Sala dei Gigli che prende il nome dal fatto che tre pareti sono decorate con gigli, il simbolo della monarchia francese (La francia aveva sempre dimostrato benevolenza nei confronti di Firenze). Sulla parete di fondo si trova l’affresco di Domenico Ghirlandaio. La sala inoltre ospita il gruppo bronzeo originale della Giuditta e Oloferne di Donatello.

Vicino a questa stanza c’è la cancelleria, dove per un breve periodo lavorò Machiavelli. A lato della Sala dei Gigli si trova invece la splendida Sala delle Carte Geografiche, con le pareti ricoperte da carte del XVI secolo che raffigurano tutto il mondo conosciuto.
Uscendo dalla Sala dei Gigli è possibile salire le scale fino agli spalti merlati da cui si godono bei panorami di Firenze.

Dove si trova

Gli hotel in questa zona

PALAZZO TOLOMEI

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